Lascia fuori il mondo

Una madre e la sua bambina. E un gioco che si chiama racconto. È questo lo spazio in cui rievocare una vita, assecondare la memoria con un’energia che contrasta l’istinto di protezione e chiusura rispetto al mondo. Durante una giornata trascorsa alla Galleria Nazionale d’Arte Antica a Palazzo Barberini, sarà il quadro con il ritratto di Beatrice Cenci a parlare al posto della madre, facendo emergere una storia di abuso e coraggio che è come un apprendistato su cosa, ieri e oggi, significhi essere donne.
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Tra memoir e fiction, Storia e presente, Anna Rubino trasforma la controversa vicenda di un’eroina di fine Seicento, giustiziata a soli 22 anni, nel riflesso di un dolore emblematico, quello di cui è intessuta la storia di molte, troppe donne. Eppure, dipanando con coraggio e senza sconti il filo doloroso dei ricordi, sa affermare l’unica possibilità di riscatto dell’Io di fronte al passato: riviverlo nella testimonianza della scrittura, intrecciando verità e distorsioni dettate dalla distanza. Un’allucinazione, in fondo, com’è ogni romanzo, ogni rievocazione; una felice contraddizione che Lascia fuori il mondo fa sua fin dal titolo, mentre ci chiama a vincere le nostre solitudini e a fare i conti con ciò che è stato.
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